lunedì, 26 novembre 2007, ore 14:27
farfugliato da Klarka in vita

Nevica.

Malinconia.

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giovedì, 22 novembre 2007, ore 11:51
farfugliato da Klarka in

In seguito a un virus devastante ho formattato il mio portatile e installato windows (tarocco). Ora ho provato ad ascoltare un mp3 e questo è stato il risultato: "Impossibile riprodurre il file a causa di un problema con la periferica audio. È possibile che sul computer non sia installata alcuna periferica audio o che sia utilizzata da un altro programma o non funzioni correttamente." Quando vado a "suoni, voce e periferiche audio" mi dice che non è presente nessuna periferica audio. Cosa vuol dire?! Che mi si è sputtanata la scheda audio? C'è un modo per risolvere questa cosa? Esperti di computer vi prego aiutatemi!!!

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giovedì, 15 novembre 2007, ore 09:12
farfugliato da Klarka in musica, vita

Ho riflettuto un po' in questi giorni sullo scrivere un post a proposito del concerto degli Arcade Fire che ho visto a Vienna il 10 novembre. Non essendo esperta di musica, posso solo raccontare le mie impressioni ed emozioni, ma quando devo scrivere di queste vado sempre un po' nel pallone. Quindi temo - e non me ne vogliate male - di dover ricorrere ancora una volta al famigerato "post per punti"...

 

- innanzitutto devo ringraziare lei, che mi ha dato i biglietti ed è stata oltremodo disponibile; mi dispiace che non ci sia stato tempo di conoscersi un po’, di fare qualche chiacchiera, ma spero che in futuro ve ne sarà l’occasione.

 

- la devo ringraziare inoltre anche per avermi dato dei biglietti con ottimi posti a sedere, in prima fila: ero talmente stanca dopo una giornata di marcia per Vienna sotto la pioggia che, se fossi stata in mezzo alla mischia, sarei potuta svenire. Invece sono stata seduta e tranquilla, e mi sono ascoltata, guardata e goduta il concerto in pieno. Certo ogni tanto mi prendeva la smania e avrei voluto mettermi a ballare, ma credo che sarei crollata dopo tre minuti, quindi meglio così.  

 

- il posto in cui era il concerto, Gasometer, a primo sguardo mi è sembrato veramente strano: si trova all’interno di un grande centro commerciale (alla faccia dell’indie…); in realtà poi la sala concerti era bella.

 

- le mie aspettative erano altissime e facilmente deludibili; il concerto le ha invece addirittura superate.

 

- è stato emozionante, epico e intimo allo stesso tempo, coinvolgente, comunicativo; non posso dire che sia stato solo piacevole: gli Arcade Fire hanno la capacità di risvegliare in me sentimenti di ogni genere: dalla gioia alla paura, all’ansia alla tranquillità. Non  interagiscono molto col pubblico ma sono estremamente comunicativi: basta la loro musica, basta vedere l’impegno e la passione che ci mettono per venire coinvolti totalmente. E non so… c’è un dolore nella loro musica, ma non un dolore fine a sé stesso, non è disperazione, è forse più coscienza, consapevolezza della vita, è come se includesse la tragedia, ma anche la catarsi, o almeno questo è l’effetto che hanno su di me.

 

- per quanto riguarda la scaletta dei brani, sono stata più che soddisfatta, mi è piaciuto l’equilibrio fra primo e secondo album, mi sono piaciute le cover che hanno fatto (anche se, da brava ignorante musicale, non conoscevo quelle canzoni). Non mi aspettavo che avrebbero suonato “In the Backseat” e ne sono stata molto felice, è una delle canzoni a cui sono più legata, smuove in me delle cose in profondità e ogni volta che l’ascolto, ogni volta, non posso fare a meno di piangere. Anche questa volta. “Tunnels”, “Power out” e “Rebellion (lies)” così a bomba, una di seguito all’altra, mi hanno letteralmente lasciato a bocca aperta: fantastiche, potenti, vibranti. La chiusura con “Wake up” ineccepibile: quando le luci si sono riaccese, le mani mi facevano male per gli applausi, ero senza voce, completamente esausta, ma con un senso di pienezza e soddisfazione totale.

 

- è stata una delle rare volte in cui ho sentito persone cantare ancora meglio dal vivo che su album: Win Butler e Régine Chassagne hanno delle voci che spaccano. Ma in generale tutta la performance mi è sembrata superiore che su disco. Sarà il loro entusiasmo, la loro bravura, la presenza scenica, il mio entusiasmo, non lo so… Ho letto in alcuni commenti al concerto che l’audio non era il massimo: io non me ne intendo e mi sembrava a posto, ma è vero che i fiati non si sentivano molto e mi ero quasi scordata che ci fossero, ma forse ero troppo presa ad osservare Win , Régine e il rosso scatenato. Mi sono piaciute anche la scenografia, le luci, le proiezioni, le bibbie ultra-kitshc al neon, l’abbigliamento del gruppo, la camicia rilucente di Win e gli stivaletti argentati di Régine, le violiniste sui tacchi, il contrabbasso lunare…

 

- l’unica nota stonata: verso metà del concerto, un tizio si viene a sedere nel posto libero accanto al mio. Era un tizio losco, mezza età, cappelli lunghi e unti, barba non fatta, aria sospetta. Per tutto il tempo è rimasto là seduto, immobile, non ha mai applaudito, mai mosso neanche un muscolo, mai fatto qualche movimento per seguire il tempo. A un certo punto è scattato via, è ritornato dopo due secondi con una giacca in mano e io, la regina dei paranoici, ho cominciato a farmi film sul fatto che fosse un pazzo fondamentalista (non so di quale religione, chiesa, credo politico o musicale) con la giacca imbottita di esplosivo che voleva farci saltare tutti in aria, per primi gli Arcade Fire. Non è successo. Meno male.


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lunedì, 12 novembre 2007, ore 14:37
farfugliato da Klarka in viaggi, arte, lost in translation

Vienna...

- ogni volta che vado a Vienna fa un freddo cane e nevica. Per me Vienna è bianca. Tutta bianca.

- ovviamente le somiglianze con Praga sono numerose; secoli di storia comune hanno lasciato le loro tracce: caffè bellissimi, persone scortesi, architettura liberty.

- a proposito dei caffè: sono veramente belli, eleganti ma confortevoli, il caffè è ottimo, le torte (che io non ho mangiato) hanno un aspetto superbo e invitantissimo. il caffè più carino in cui sono stata si chiama Havelka e si trova in Doroteergasse 6, vicino al duomo di S.Stefano.

- Vienna è una città che da un'impressione di civiltà: è pulita, razionale, efficiente, i trasporti sono ottimi. Se ci andate in un fine settimana, però, non riservatevi lo shopping alla domenica (come ho fatto ingenuamente io): i negozi sono tutti chiusi, anche in centro.

- Vienna è una metropoli, o almeno così mi è sembrata: grande, multietnica, affollata, veloce.

- di Maria Antonietta neanche l'ombra, di Maria Teresa ho trovato solo una cartolina in un museo; in compenso Sissi è ovunque: tazze, magliette, cartoline, borse, bagni pubblici.

- pensavo che Praga (come l’ho anche sempre pensato di Firenze) fosse una città proiettata sul proprio passato; mai quanto Vienna: tutto richiama agli Asburgo, all’Impero, alla grandezza passata. Per mascherare un certo complesso di inferiorità?

- Vienna è una continua citazione di se stessa: oltre ai sopra nominati Asburgo, c’è un’onnipresenza del valzer di Strauss (nel sottopassaggio della stazione u-bahn di Karlsplatz c’è addirittura un bagno pubblico da cui costantemente proviene il famoso valzer del Danubio blu), della Wienerschitzel e della Sacher (che si trovano persino sulle cartoline), di Mozart (ma non era di Salisburgo?).

- bellissimo il mercato semi-coperto Naschmarkt, rumoroso, vivo e colorato, e l’adiacente mercato delle pulci (si tiene solo il sabato), passeggiando per i quali si possono anche ammirare le due case in stile liberty Wagner Haus e la Majolika Haus, entrambe opera di Otto Wagner.

- Vienna è una città monumentale: abbondano i palazzi imperiali enormi e imponenti (e in questo preferisco Praga, più intima, più contenuta).

- purtroppo non sono riuscita a vedere il palazzo di Schönbrunn, antica residenza estiva degli Asburgo, né la famosa Hundertwasser Haus (ma quella l’avevo già vista, per fortuna): nevicava troppo.

- in compenso ho visto il concerto degli Arcade Fire (e a questo verrà dedicato un post a sé stante) e la mostra molto interessante “Monet a Picasso. La collezione Batliner”. La mostra si trova nel palazzo Albertina e dura fino al 6 aprile 2008. Vi sono esposte 300 opere che vanno, come dice il titolo, dall’impressionismo a Picasso (qui rappresentato da ben 40 opere): splendidi capolavori di, fra gli altri, Monet, Chagall, Matisse, Kandisky, Modigliani, Giacometti, Mirò e altri. Le opere provengono dalla collezione privata di Rita e Herbert Batliner, consegnata in prestito all’Albertina a tempo indeterminato.

   


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mercoledì, 07 novembre 2007, ore 08:54
farfugliato da Klarka in film, tableaux tchèques

Per tutti i blogger fiorentini (e non):

Da martedì 6 a domenica 11 novembre si svolgerà al Cinema Gambrinus di Firenze (via Brunelleschi 1) la 29esima edizione di Cinema e Donne.Tra gli eventi speciali la presenza di Vera Chytilovà, regista della Repubblica Ceca con la proiezione in anteprima mondiale di "Pleasant Moments" (Hezké chvilky bez záruky) (venerdì 9 novembre) 20.00.


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domenica, 04 novembre 2007, ore 15:50
farfugliato da Klarka in vita, lost in translation, taliani, tableaux tchèques

Le giornate sono più corte, i giorni sono pochi, pochissimi e mi sembra di non avere un attimo di tempo. Guardo avanti e vedo un mese e mezzo tutto pieno di cose da fare, di persone da vedere, di luoghi in cui andare. Forse sarà anche meglio così, per non lasciarsi troppo prendere dalle riflessioni.
Il fatto è che fra un mese e mezzo vado in Italia. E ci resto. E allora non è solo questione di come fare a trasportare laggiù tutta la roba che ho accumulato qui in due anni; non è solo questione di arrivare in Italia e preparare il trasferimento a Roma, cercare una stanza ad un prezzo decente, capire come funziona l'università, lanciarsi alla scoperta di una città nuova. No, non sono solo queste le questioni. La questione, molto semplice e così dannatamente complicata, è questa: fra un mese e mezzo lascerò Praga, dopo due anni di convivenza più o meno pacifica. Lascerò dei luoghi, delle persone, delle situazioni, delle emozioni. certo, niente è mai definitivo. Ma so che, da malinconica professionale quale sono, sarà lacerante. Sarà bello, nuovo, vecchio, malinconico, lacerante, difficile, stancante, elettrizzante. Saranno lacrime e saranno sorrisi. Saranno pensieri. Sarà vita, altra.

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