No, non lo dico a causa della cotta gigantesca che ho per Leonardo Di Caprio dal'età di quindici anni, ma "The Departed" di Martin Scorsese, primo film che gli ha fatto aggiudicare il premio Oscar come miglior regista (era l'ora), è un film eccezionale. Poliziotto o criminale? Guardia o ladro? E perché non tutti e due insieme? L'eterno dilemma fra il bene e il male viene qui affidato ad una regia incredibile, con un ritmo ottimo ed attori bravissimi, tutti, a cominciare proprio da Di Caprio che sfoggia muscoli mai visti prima e aria da bad boy suo malgrado e quindi tormentato. Ma anche Matt Damon, verso il quale provo un'immensa antipatia a pelle, e ovviamente Jack Nicholson sono eccezionali, per nn parlare di tutti i ruoli minori affidati ad attori del calibro di Martin Sheen, Mark Wahlberg e Alec Baldwin. Un film pieno di violenza e di emozioni, colpi di scena, ottime battute, il tutto in un fantastico intreccio.
E finalmente un po' di Boemia musicale da far conoscere anche in Italia: ecco un'intervista di indiepop.it al gruppo Miou Miou. Ecco il loro sito internet e il loro myspace, dove potete ascoltare qualche pezzo. Cantano in francese, sono cechi e deliziosi!
L'incipit dell'intervista:
Il particolare più curioso dei Miou Miou è che cantano in francese pur essendo una band boema. Lo fanno per puro amore dei suoni, tanto che Karolyna Dytrtova , la cantante del gruppo, è cosciente del fatto di dover lavorare molto su una pronuncia che a noi appare esotica ma per i francofoni è ancora abbastanza incomprensibile. La scelta è tuttavia una forte indicazione dell'estetica dei Miou Miou, che mettono il suono al centro di tutto: il loro album "La La Grande Finale" è caratterizzato da una cura certosina per i particolari che rende il prodotto finito un lavoro di altissimo livello, sia compositivo che tecnico, in cui allo stupore per l'immediatezza delle scelte melodiche si sostituisce presto l'ammirazione per la complessità e la precisione degli arrangiamenti.
Insieme dal 2003 dopo il ritorno di Karolina dalla Danimarca, la band si riunisce attorno alla piccola scena di Pardubice e inizia una inarrestabile ascesa che li porta nel giro di due anni ad ottenere support slots per B.Fleischmann e Masha Qrella, a pubblicare un singolo sperimentale (Analogue & Acoustique) citato in audioblog e compilations dentro e fuori la Repubblica Ceca e infine a un progetto grandioso come "La La Grande Finale" (suonato da oltre 20 musicisti in studio), lodato sia in USA che in UK. Qui in redazione è stato amore a prima vista, e la voglia di scoprire qualcosa di più sul gruppo Ceco è seguita naturalmente. Karolina e il tastierista J ara Tarnovski rispondono alle nostre curiosità.

Perdita dell'innocenza, crollo delle illusioni, fine dell'infanzia. Non c'è più distinzione fra il bene e il male, fra il buio e la luce, fra la realtà e il sogno, fra la vita e la morte. E tutto ciò a quanti anni? Forse dodici.
C'era una volta il cinema. C'era una volta l'essere umano con tutte le sue complessità, assurdità, crudeltà, con tutti i suoi sentimenti e le sue paure e i suoi desideri. Mettete insieme queste due cose e otterrete "C'era una volta in America". Come avevo già detto per "Il Padrino", anche qui c'è poco da commentare, se non ripetere che questo film è un capolavoro assoluto della storia del cinema e della storia dell'arte in generale. La risata di De Niro, la scena del cucchiaino nel caffè, gli scatti di follia di James Woods, la colonna sonora di Morricone, e ancora... e ancora...
Che ci fanno un'italiana, un tedesco, uno spagnolo e un australiano in un locale stracolmo di cechi completamente sfatti? Semplice: ballano! Ieri sera all'Abaton suonava tale dj Ed Rush che wikipedia descrive come "prominent jungle/techstep/neurofunk DJ" e che effettivamente metteva bella musica (cosa poi voglia dire "neurofunk" glielo vorrei chiedere). Era veramente tanto tempo che non vedevo tanta gente così devastata: è sempre divertente e anche un po' triste quando sei perfettamente sobrio (perdio nemmeno ubriaca ero!) guardare la gente che smascella, masticando freneticamente gomme, bevendo acqua e fumando fino a succhiare l'anima stessa della sigaretta. Sì divertente e sì un po' triste perché appaiono tutti un po' ridicoli con quei sorrisi forzati e quell'aria fuori dal mondo. E sai che dentro le loro teste pensano che "sì è tutto veramente magnifico e tutti sono così belli e il mondo è pieno d'amore" e sia tu che loro sapete benissimo che non è vero. Ed era strano vedere tutti questi giovani cechi che così dal nulla cominciavano ad attaccarti bottone: qui non è una pratica molto diffusa, di solito sono molto rispettosi e discreti. Ed è veramente triste ascoltare un uomo con due figli e moglie incinta a casa, che si trova lì con la sua amante e professa l'inutilità della fedeltà: "Essere fedeli? Non ne vale la pena. In questo modo io sono più contento e soddifatto e così lo sarà anche mia moglie". Eh certo, la poverina dorme nel suo letto ignara mentre lui - fatto di ecstasy - se la spassa a ballare con la sua amichetta. Che schifo.
Però al di là di tutto mi sono veramente divertita, era tanto che non ballavo così ed era tanto che non tornavo a casa alle cinque e mezza del mattino, godendomi una smagliante alba praghese.
Vorrei andare a prendere un gelato nella gelateria di via dei Neri, poi andarmi a sedere sugli scalini di S.Croce, mangiare il gelato (gusti mitica e pinolata) e poi fumare una sigaretta, guardando i turisti che fotografano e la gente che passa in bicicletta. Poi andare a fare l'aperitivo al S.Ambrogio - prosecco e buffet disgustoso (fagioli freddi e carote).
Ma forse anche no.

Sono tornate e sono rimaste adorabili e dolcemente animalesche e infantili. E "Japan" ne è la prova.
Il concerto dei Ritchie Success è stato perfetto: teoricamente erano il gruppo spalla di Mick Harvey, ma diciamo che io sono andata al Lucerna piuttosto per loro che per lui... E sono stati fantastici. Beh sì anche Mick se l'è cavata, anche se io avevo ormai raggiunto un tasso alcolico che non mi permetteva di concentrarmi molto sulla musica...
Il sole fa a cazzotti con le nuvole e non si sa chi la spunterà, ma io ho comprato il mio secondo paio di all stars (le prime le possedevo all'età di undici anni) di colore cyber yellow, come si fa resistere a un nome del genere? E stasera vado al concerto di Mick Harvey, il braccio destro di Nick Cave.