sabato, 28 aprile 2007, ore 17:17
farfugliato da Klarka in libri

Paul Auster è uno dei miei scrittori preferiti. Il suo modo di inventare storie assurde e di farvi appassionare il lettore in maniera fortissima, servendosi di uno stile di scrittura e di capacità narrative fuori dal comune, mi incantano ogni volta che leggo un suo libro. Ogni volta mi chiedo "ma come ha fatto a inventarsi una storia del genere, e soprattutto a raccontarlo così bene?". Magie della scrittua, dell'arte, delle parole. Persino nel caso di un libro debole e criticabilissimo come "La notte dell'oracolo" non ho potuto resistere al suo fascino. E' un romanzo che sta in piedi su poco, ha delle basi fragilissime e l'unica cosa che gli permette di esistere è proprio la capacità affabulatoria di Auster, la sua prosa semplice ma precisissima, la sua ironia americana e intelligentissima, il suo riuscire a catturare l'attenzione e a non perderla. Sid Orr, uno scrittore trentenne, si sta lentamente riprendendo da una brutta malattia. E' tanto che non scrive più ed ha a stento le forze per fare brevi passeggiate per Brooklyn. Durante una di esse si imbatte nella misteriosa cartoleria Paper Palace, gestita da un bizzarro cinese che lo prende subito in simpatia. Al Paper Palace, spinto da una forza misteriosa e irresistibile, Sid compra un taccuino blu portoghese grazie al quale riuscirà a ritrovare lo slancio per scrivere. Ma il taccuino non avrà solo un effetto positivo sulla sua vita, anzi: Sid ricomincia a scrivere ma si rende conto che ciò che scrive ha un influsso quasi premonitore sulla sua esistenza e su quella delle persone che ama. I risvolti saranno drammatici ma, come in tutti i libri di Auster, la disperazione e gli eventi più atroci sono sempre accompagnati da una certa dose di speranza e redenzione. Alla trama del romanzo si mescolano stralci di ciò che Sid comincia a scrivere sul taccuino, un vero e proprio romanzo nel romanzo che rimane incompiuto e ci lascia un po' a bocca asciutta e che forse sarebbe stato anche più bello del romanzo stesso. La storia è un po' priva di nessi logici ma soprattutto di azione, che si concentra nelle ultime venti pagine circa. Per tutto il corso del libro ci chiediamo dove vuole andare a parare, dove ci vuole condurre con il suo racconto misterioso, drammatico ma anche buffo. Ci conduce ad un finale tragico ma salvifico. Insomma, niente di che come trama e intreccio. Ma la scrittura piena e perfetta è sempre quella, inconfondibile e meravigliosa. E questo basta, almeno per godersi qualche ora di lettura.

qui un intervista con Auster a proposito de "La notte dell'oracolo".


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giovedì, 26 aprile 2007, ore 11:13
farfugliato da Klarka in film

Direktøren for det heleIo capisco che alla lunga possa annoiare essere così dannatamente seri, drammatici, enigmatici, lunatici, fobici, angosciosi e chi più ne ha più ne metta. Capisco anche che un artista si voglia continuamente cimentare con nuovi generi, sperimentare e via dicendo. Ma come gli è saltato in mente a Lars von Trier di girare una commedia? Non so neanche spiegare perché "Il grande capo" non mi è piaciuto, quindi non mi profonderò in offese. Certo, il film è intelligente, gli attori sono bravi (il protagonista è veramente eccezionale) e von trier ci sorprende giocando con il genere dela commedia in un modo tutto suo e molto ironico. Però... però... Non so forse mi aspettavo qualcosa di più, o forse qualcosa di diverso. O forse niente: come ce la possiamo immaginare una commedia diretta da Lars von Trier? Però... però mi sono annoiata terribilmente. Sarà quella lingua astrusa che è il danese, secondo me veramente cacofonica. Saranno le riprese che mi hanno dato quasi fastidio. Sarà... sarà... Ma ve lo ricordate "Dogville"?!

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martedì, 24 aprile 2007, ore 14:05
farfugliato da Klarka in musica, vita, tableaux tchèques

Ok sì, noia, noia. Non scrivo. No, non sono io che mi annoio ma voi che mi leggete. Cioè non scrivo. Non ho avuto molto tempo, davvero. Fra visite parentali e stress lavorativi, compleanni e compagnia bella, il tempo è stato poco. E poi c'è il sole, sole, sole!!!  E come si fa resistere? E persino io che sono la regina della pigrizia vado a fare le passeggiate e a prendere il sole e a rilassarmi o almeno qualcosa del genere. E Praga primaverile e soleggiata è uno spettacolo non da poco. E' davvero meravigliosa. E volevo postare una foto di questa meraviglia ma non posso perché mi si sono purtroppo cancellate quasi tutte e non mi è neanche girato troppo il cazzo perché tutta questa belezza ce l'ho dentro gli occhi. E ascolto il nuovo cd dei Tata Bojs e sono felice perché la voce di Milan Cais è sempre più bella. Che ci si può fare? Meglio niente. Resistergli è impossibile.

"I love you but where are my black shoes? In those shoes I keep memories of you. Bad ones in the left and good ones in the right. Now I'm gonna put them on and walk away. But it gets harder with every step I take."


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sabato, 21 aprile 2007, ore 18:43
farfugliato da Klarka in musica, vita, cult, tableaux tchèques

kluci kde steFinalmente è uscito "Kluci, kde ste" il nuovo album dei Tata Bojs, andatevi a sentire il singolo "Pěšáci" sul loro sito o sul loro myspace. L'album è bello e la cosa mi rende molto felice, anche se sono stanca e ho venticinque anni suonati, e comincio a fare bilanci. Ma il sole che riesce sporadicamente a vincere il vento freddo, la musica dei Tata Bojs e un paio di altre cose mi fanno dimenticare il fatto di stare invecchiando. Almeno per un momento. Ma va bene così.

Altro è che mi si stanno chiudendo gli occhi, che indosso delle scarpe verdi e che "Panic attack #3" degli ...a toys orchestra è veramente una bella canzone. Un po' angosciante, ma bella. Come la vita, del resto.


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domenica, 15 aprile 2007, ore 18:00
farfugliato da Klarka in film, cult

E sì, non è bello come gli altri, e ok Sofia Coppola recita veramente da cani, e chiaro che Andy Garcia non ha il fascino che aveva il giovane Al Pacino (che lo conserva però anche da non più giovane), ecc ecc. Però a me è piaciuta anche questa terza parte. Sarà che, come ho già detto, sono totalmente godfather-addicted, però è così. Sono innamorata di questo vecchio mafioso italoamericano.

padrino III


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giovedì, 12 aprile 2007, ore 14:25
farfugliato da Klarka in tableaux tchèques

La mia coinquilina me ne aveva parlato l'altro giorno, io ignava come sono me ne ero completamente fregata, ma ora l'ho ritrovato su un paio di blog e sul sito della repubblica: uno zuzzurellone praghese si è divertito a cambiare le immagini degli omini luminosi del semaforo, così invece di camminare o stare fermi, uno beve da una bottiglia presumibilmente di birra, uno se ne sta disteso e uno addirittura piscia...

                              semaforo 2

 

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giovedì, 12 aprile 2007, ore 14:05
farfugliato da Klarka in vita, tableaux tchèques

dotsQui in Repubblica Ceca c'è una tradizione pasquale piuttosto bizzarra: il lunedì di Pasqua, i ragazzi vanno in giro con delle fruste composte da ramoscelli intrecciati  (chiamate pomlázky) e con esse picchiano le ragazze, che in cambio della violenza danno loro le uova, che hanno carinamente dipinto, nonché delle quantità variabili di superalcolici. Quando dico che questa usanza mi sembra folle e barbarica e maschilista, mi rimproverano di essere cinica e non credere nelle tradizioni. Ok, a ognuno le sue tradizioni, non sarò certo io a dire ai cechi cosa devono o non devono fare. La questione è che queste amorevoli frustate sono di buon augurio e grazie ad esse la ragazza si mantiene giovane, bella e sana. Il problema è che nessuno mi ha frustato. Cioè, il mio ragazzo lo ha fatto ma era troppo tardi (bisogna farlo entro mezzogiorno). Quindi non sarò bella, non sarò sana ma soprattutto non sarò giovane. Cosa che in questi giorni mi preme abbastanza, visto che fra due giorni compio la bellezza di venticinque anni e continuo imperterrita a comprare creme idratanti per pelli giovani, quando forse dovrei cominciare a comprare l'antirughe. O almeno una via di mezzo fra le creme per adolescenti brufolose e quelle per vecchie incartapecorite. Continuo anche a comprare vestiti dai colori sgargianti, dalle fantasie rincitrullenti (stelline, teschietti, pois...), nonché scarpe da ginnastica dai modelli e colori improponibili. Nonostante viva insieme al mio fidanzato, accanto al mio letto troneggia il mio orsetto rosa di una vita. Pochi giorni fa ho scaricato tutte le sigle di cartoni animati cantate da Cristina D'Avena che mi sono venute in mente. Attualmente sto scaricando puntate di Georgie e Magica magica Emi. La mia voglia di lavorare è pari a quella di un pachiderma e ho deciso di reiscrivermi all'università, per ritornare alla vita studentesca cazzona. Mi sa insomma che appartengo a quella che tragicamente si chiama fascia di età postadolescenziale. Né donna né bambina, né adolescente né adulta, eccetera eccetera. Ma quanto dura questa fase postadolescenziale? Non venite a dirmi che dura fino ai trenta perché vi rido in faccia. E segretamente però, spero di sì, spero che duri fino ai trenta e forse anche oltre...  

 


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mercoledì, 11 aprile 2007, ore 13:15
farfugliato da Klarka in film, cult

 

padrino

 

L'idolo più idolo di tutti gli idoli. Lo amo alla follia.


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sabato, 07 aprile 2007, ore 16:00
farfugliato da Klarka in film, cult

 

il padrino

Questo è il Film, con la effe maiuscola. Non c'è nemmeno da spenderci qualche parola, credo che siano già state dette tutte in proposito, e comunque parla da solo. Per chi, come me prima di oggi, non l'avesse visto: correte in videoteca e mi raccomando guardatelo in lingua originale perché la voce di Marlon Brando vale da sola mille punti.


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martedì, 03 aprile 2007, ore 15:41
farfugliato da Klarka in scuola, cult

Una mia allieva mi ricorda in modo impressionante (e del tutto immotivato) Memole. Questo le fa guadagnare la sufficienza assicurata anche se non farà un cavolo.

_MEMOLE_

 

(comunque mi sto sempre più rimbecillendo. sarà colpa della stanchezza o della vecchiaia incipiente, non lo so. ma è così. e vabbè.)


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