
Sul dizionario online DeMauro - Paravia si trova la lista dei lemmi più consultati dagli utenti. Ecco i primi dieci:
"Gatto" è il lemma inserito di default all'interno ella finestra di ricerca; "vocabolario" è forse la parola che a qualcuno viene in mente per prima consultando un vocabolario; in quanto ad "aggiottagio", io fino ad'ora non avevo idea di cosa significasse (reato che consiste nel provocare illecitamente il rialzo o il ribasso dei prezzi o dei cambi, spec. attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose), ma ora che lo so, non so perché, ma mi sembra una cosa tanto italiana; il motivo della ricerca del lemma "obbiettivo" mi è francamente oscuro (avete qualche idea?); "idiosincrasia" e "pleonastico" mi sembrano belle parole un po' barocche che forse dovremmo tutti usare di più; "misogino" si può sottoporre a due interpretazioni: o è direttamente riferito alla società italiana, oppure una schiera di uomini beoti, apostrofati dalle mogli appunto come "misogini" e non avendo idea del significato di tale parola, hanno pensato bene di andarsela a cercare, e si meritano un "bravi!" per questo sforzo immane.
Quanto al resto. Quanto al resto... anche qui le spiegazioni possibili sono due: o il dizionario on-line è usato prevalentemente da bambini e adolescenti (chi di voi, fino all'età di 14 anni, non è mai andato a controllare sul dizionario l'esatta definizione di "fica" o "cazzo"?), oppure siamo messi proprio male.
p.s. Al 15. posto c'è la parola "ficòlogo". Secondo me a cecarla non è stato qualcuno che abbia meno di 14 anni. Vergogna!!
p.p.s. La "fica" compare ben due volte! W la F! E perdonatemi la volgarità.
Ieri sera al Roxy concerto delle giapponesine Papaya Paranoia. Era la seconda volta che le sentivo il concerto (la prima tre anni fa sempre al Roxy) e se la prima volta mi ero scatenata nella danza (e con la birra), questa volta (da più vecchia, saggia e non potendo bere alcol) mi sono invece concentrata nell'ascoltare la musica di questo quartetto ben assortito. La cantante è una prima donna da manga, con kimono postmoderno capelli bianconeri e voce fantastica che ti può sfondare le orecchie. La seconda star è una morettina con frangetta che si dimena allegramente sul palco. La migliore in assoluto è secondo me la batterista, che a braccia forti e tatuate da marinaio coniuga un'espressione che nemmeno Sailor Moon quando le scendeva la goccia accanto al viso. Il quarto infine è una specie di tecnosamurai semibendato che suona la chitarra alternatamente ad uno strumento giapponese il cui nome non mi è noto. Parecchio belloccio, fra l'altro. Musicalmente sono piuttosto caotiche e molto energiche: un misto di elettropunktecnoanni80-90 con qualche punta di canzone in puro stile sigla-di-manga. Insomma fantastiche. La potenza vocale della cantante è sbalorditiva. Lo stile è ovviamente eclettico, anche dal punto di vista estetico: ma in tutto questo caos, regna l'armonia. Quell'armonia dei sorrisi perenni nipponici che un po' mi spaventa ma anche mi affascina.
Domani è primavera. E oggi nevica.
Alla Fondation Cartier a Parigi sono in mostra per la prima volta le fotografie e i dipinti di David Lynch. Qui potete vedere alcune opere.


(...e io non ci posso andare. uffa.)
Uno dei pochi scrittori cechi famosi anche in Italia è Bohumil Hrabal, autore fra gli altri di "Una solitudine troppo rumorosa", "Ho servito il re d'Inghilterra" e "Treni strettamente sorvegliati" (la cui trasposizione cinematografica di Jiří Menzel vinse l'oscar come miglior film straniero nel 1967). La Mondatori, inoltre, ha recentemente dedicato a Hrabal un Meridiano.
"Kráska v nesnázích" (il titolo inglese è "Beauty in trouble") è uno dei film cechi più belli che abbia visto negli ultimi tempi. E non solo perché riesce ad essere molto "ceco", facendo vedere, in maniera interessante e intelligente, alcuni elementi dellà società ceca contemporanea, ma allo stesso tempo è un film dal respiro internazionale, che potrebbe sicuramente piacere al pubblico di qualsiasi paese.
Ed eccomi di nuovo qui. Avanti e indietro. Indietro e avanti. Senza soluzione di continuità. Ma c'è il sole e sembra primavera, anche se mi fa male la testa. E non mi va di tornare a lavoro. Fumerò una sigaretta seduta alla finestra, guardando la luce e il tizio orrendo che nel balcone di fronte fuma in mutande. Quello che rischio, è sviluppare un'idiosincrasia per questo posto che amo alla follia. Non voglio diventare uno di quegli italiani farlocchi che stanno qui da vent'anni e non fanno altro che infamare i cechi e la Repubblica Ceca e dicono "ah se fossi rimasto in Italia, sarebbe andato tutto meglio...". Non voglio diventare un'immigrata patetica.
Ieri il mio ragazzo mi ha detto "tanto lo so che vuoi tornare in Italia". Ma è vero che voglio tornare in Italia? Mah, se lo dice lui...
o "Alice nell'Impero dell'inconscio: da Hollywood alla Polonia, con tanto di conigli"
Soltanto qualche appunto sparso. INLAND EMPIRE è fantastico, francamente non me lo aspettavo così bello. Così tanto. E' di un'intelligenza assoluta. Quasi perfetto dal punto di vista formale. Pieno di trovate geniali e di fascino. Laura Dern è bravissima. Le puttane danzanti sono meravigliose. Questo viaggio nell'impero interno, nel labirinto a piani della coscienza, dell'inconscio, dell'incoscienza. Realtà e finzione e visione, che si intrecciano col vento del sogno.
