mercoledì, 28 febbraio 2007, ore 11:19
farfugliato da Klarka in musica, vita, film, cult

me-and-you-and-everyone-we-know

if you really love me then let’s make a vow, right here, together, right now.

ok? ok. alright. repeat after me:

i’m gonna be free,

and i’m gonna be brave

-good-

i’m gonna live each day as if it were my last

-oh it’s gonna be like that, yes

- fantastically, courageously, with grace.

and in the dark of the night

-and it does get dark

- when i call a name, it’ll be your name

-what’s your name? nevermind, let’s go

- let’s go everywhere, even though we’re scared.

cause it’s life and it’s happening

-oh, it’s really happening


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martedì, 27 febbraio 2007, ore 13:49
farfugliato da Klarka in musica

gregorsamsa-5512Ma a Kafka sarebbero piaciuti?

 


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martedì, 27 febbraio 2007, ore 12:55
farfugliato da Klarka in scuola

Piccola aggiunta: oggi, essendo il primo giorno, in classe abbiamo fatto un po' di presentazioni. Qualcuno ha dovuto dire qualcosa su di sé: età, hobby, eblablabla. Almeno tre ragazze hanno detto: "mi piace il punk rock". Oddio, saranno tante piccole proprietarie di blog rosa e neri con angeli, demoni, stelle, ragazze con gli occhi pesti e base di canzone degli evanescence o di avril lavigne. Oh my god.

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martedì, 27 febbraio 2007, ore 11:33
farfugliato da Klarka in vita, scuola, tableaux tchèques

Tanto per cominciare: nelle scuole ceche non ci sono i bidelli. E non mi pare un dettaglio trascurabile. Ogni professore, a turno, ha il compito di controllare il corridoio e l’entrata. Niente bidelli né bidelle. Mi ricordo che a scuola mia c’era una bidella stronza e una buona. Quella buona ti dava gli assorbenti quando non li avevi, ti prestava le millelire per comprarti il panino a ricreazione, ti faceva entrare di sgamo anche dopo il suono della campanella, chiudeva un occhio quando ti beccava in cesso a fumare e ne chiudeva due quando ti beccava in cesso a farti le canne. Quella stronza, invece, faceva tutto il contrario. Ma erano figure assolutamente fondamentali all’interno del sistema scolastico. E invece qui niente. Vabbè.
La mia classe, primo anno di ginnasio, quindici individui nel pieno della tempesta ormonale. I maschi fanno casino, le femmine parlottano fra loro. Ridono, ridono tanto, anche quando non devono. Mi lanciano occhiate interrogative che possono significare “Ma che vuole ‘sta qui?” oppure “Ma che ci fa questa qui?”. Sono smarriti e la lingua italiana non è per loro così attraente. Oggi ho avuto la prima lezione ed è stata una faticaccia. Fai le domande e non ti rispondono. Fanno finta di non capire, oppure davvero non capiscono? Ma anche io avevo una faccia così da ebete quando avevo sedici anni? Probabilmente sì.
Mi sono sorpresa a pensare che ora capisco i miei prof del liceo quando si incazzavano di brutto o quando sembravano disperati, quando avevano quell’aria ancora più smarrita degli alunni e sembravano pensare “Ma io che ci faccio qui?” oppure “Ma che vogliono ‘sti qui?”. E’ dura, è dura. Quelle risatine di sottofondo. Quegli sguardi persi da bove al macello. Quei brufoli e quei capelli unti. Quella voglia di sfida che non approda a nulla. Almeno io quando avevo sedici anni passavo le mattinate a scuola a riempire le pagine della Smemoranda con il nome del ragazzo che amavo e che mi rifiutava. Poi, l’anno dopo, andavo in bagno a farmi le canne e quando tornavo in classe ero in pace col mondo, e mi addormentavo beata sulla versione di greco.
Credo che non ci voglia soltanto una gran pazienza e un istinto naturale per fare il professore. Credo che il segreto sia qualcosa che risalga alla propria adolescenza: chi non ha risolto la propria adolescenza, non può tollerare quella degli altri; chi non si è sbarazzato dell’insicurezza dei quindici anni, non può tollerare l’insicurezza altrui mascherata da spavalderia e sbruffonaggine.
Sarà un banco di prova, questo. Sarà un banco di prova per vedere che ne è stato della mia adolescenza, per capire quanto sono maturata e quanto invece sono rimasta ancorata agli anni perduti.

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martedì, 27 febbraio 2007, ore 11:15
farfugliato da Klarka in arte, tableaux tchèques

Per soddisfare la curiosità di Ranze, e non solo, ecco alcuni esempi di come il cubismo ceco è stato applicato al design.

tazzina cubista

 

tazzina cubista 2

tazzine cubiste

zuccheriera cubista

zuccheriera (credo) cubista

vaso cubista

vaso cubista

armadio cubista

armadio cubista

Numerosi oggetti (ovviamente riproduzioni) sono anche in vendita, ad esempio nello shop del museo cubista. Non sono ovviamente economici, ma sono oggetti interessanti e particolari e una buona alternativa al solito souvenir o alla solita bottiglia di Becherovka...


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lunedì, 26 febbraio 2007, ore 11:17
farfugliato da Klarka in musica

mikaDicono che abbia la voce di Freddy Mercury... Mah sarà... a me mi pare più un George Michael, ai tempi degli Wham! ma ancora più frocesco... e  con un pizzico di Scissor Sisters.

(e non mi dispiace mika...)


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domenica, 25 febbraio 2007, ore 18:41
farfugliato da Klarka in film, cult

L'ho trovato in un blog messicano e non posso non postarlo, perché è troppo bello...

basic instinct


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giovedì, 22 febbraio 2007, ore 15:12
farfugliato da Klarka in arte, tableaux tchèques

Piccola ma interessante mostra alla galleria Jaroslav Fragner in Betlemské náměstí: Architettura cubista ceca (1911-1914). A partire dal 1909, Praga divenne la seconda capitale del cubismo dopo Parigi. A differenza del cubismo d'oltralpe però, il cubismo ceco fu un fenomeno artistico che non si limitò solo alla pittura e alla scultura ma invase quasi ogni campo dell'arte in senso lato: architettura, design, arredamento, scenografia, letteratura. La Repubblica Ceca è quindi l'unico paese al mondo (o almeno qui così si afferma) in cui si possono ammirare edifici cubistici, veramente insoliti, interessanti e poco frequentati dai turisti.

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Josef Chochol, Condominio in via Neklanova a Vyšehrad, Praga, 1912-14

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Josef Gočár, Dům u Černé Matky Boží (Casa alla Madonna Nera), angolo fra via Celetná e Ovocný trh, 1911-12. Attualmente ospita il museo del cubismo ceco e il caffè cubista Orient.

 


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giovedì, 22 febbraio 2007, ore 08:50
farfugliato da Klarka in vita

Ne stanno succedendo di tutti i colori in questi giorni... Non so se mi abbia più sconvolto questo, oppure questo, se non questo...

No no, niente di tutto ciò: decisamente questo.


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mercoledì, 21 febbraio 2007, ore 12:52
farfugliato da Klarka in film

... ma piratare i file piratati è un reato ancora più grande! Nel senso: ci avevo già provato una volta, con INLAND EMPIRE; non potevo aspettare, non ce la facevo proprio, allora ho detto "toh, proviamo a scaricarlo!". Una volta scaricato, ho dovuto constatare, con estrema costernazione, che non si trattava del nuovo capolavoro di David Lynch bensì di un video porno. Ma non di un video porno qualunque: di un video porno gay gerontofilo!

Non contenta, ci ho provato di nuovo con "Maria Antonietta". Qui non è ancora uscito (e continuano a rimandare la data di uscita, non si capisce perché), in Italia me lo sono perso, e quindi mi sono detta "toh, proviamo a scaricarlo!". Una volta scaricato, ho dovuto constatare, con estrema costernazione, che non si tratta del nuovo capolavoro di Sofia Coppola, bensì di uno strano file invisibile che mi ha mandato in palla bs player e windows media player.

Oh my god.  


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