mercoledì, 31 gennaio 2007, ore 12:48
farfugliato da Klarka in musica

It's not raining cats, it's not raining dogs
And pigs are not flying, or turning the cogs
The sun has no hat on, whenever it shines
And I've never seen a cat with nine lives
I'm not in a film, I'm not in a play
I saw no aliens today
I just saw you, and thought of me

And if I had you, all the stars wouldn't fall from the sky, and the moon wouldn't start to cry
There'd be no earthquakes
I'd still make mistakes
If i had you
Oh there'd still be day and night, and I'd still do wrong and right
Ooh
Blue would still be blue
But things would be easier with you

And this is no palace, the place that I live
And I am no king, but I've got things to give
And I waste so much time, thinking of time
And I should be out there, claiming what's mine
Any day I could die, just like I was born
And this bit in the middle is what I'm here for
And I just want to fill it all with joy

And if I had you, all the stars wouldn't fall from the sky, and the moon wouldn't start to cry
There'd be no earthquakes
I'd still make mistakes
If i had you
Oh there'd still be night and day, and we'd all still have to pay
Ooh
Blue would still be blue
But things would just be easier with you

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mercoledì, 31 gennaio 2007, ore 12:26
farfugliato da Klarka in vita

E' un problema se non scrivo? C'è forse qualche regola scritta o non scritta del blog che devi scrivere continuamente? A quanto mi risulta no. Quindi non scrivo ed evito di riversare su di voi la tristezza e la delusione e lo scoramento che mi pervadono in questo momento. Statemi bene.

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venerdì, 26 gennaio 2007, ore 14:29
farfugliato da Klarka in film

tidelandSe ha ancora un senso usare la parola "surrealismo", allora nel caso del film "Tideland" di Terry Gilliam non ne riesco a trovare di più appropriate. Credo di non aver mai visto un film che riuscisse a conciliare in maniera così perfetta grottesco (se non addirittura morbosità) e delicatezza, la crudezza e l'innocenza. E' un film che mi ha lasciato a bocca aperta e occhi spalancati, incredula. E' un film incredibile.

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giovedì, 25 gennaio 2007, ore 10:04
farfugliato da Klarka in vita, tableaux tchèques

E' bianco, tutto bianco... finalmente!

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sabato, 20 gennaio 2007, ore 13:37
farfugliato da Klarka in libri, vita

Io mi chiedo: ma da dove le tira fuori Paul Auster tutte le sue storie fantastiche? Come fa, in ogni libro che scrive, a inventarsi una storia che ti prende e non ti molla più, una storia che divori parola dopo parola, una storia che ti nutre, che ti fa compagnia, che ti stupisce, che ti appassiona, che ti rende triste, felice, pensieroso, straniato, una storia piena di dettagli, tutti i dettagli necessari per fartici immergere dentro come se fosse parte della tua vita, parte della vita vera. I libri di Auster sono vita vera anche se per la maggior parte sono storie assurde al limite della credibilità. "Il libro delle illusioni" non è da meno, oltre ad essere una riflessione incredibilmente profonda sul senso e sul significato dell'arte e della vita, della vita come opera d'arte destinata a distruggersi, ad autodistruggersi senza lasciare tracce. Qual'è lo scopo dell'arte e qual'è lo scopo della vita? Auster pone questioni ma non si sogna di dare risposte, lascia al lettore questo compito arduo, forse impossibile. Come in molti dei suoi libri, indaga nel nucleo della vita, mettendo in scena tragedie alle quali tutti penseremmo di non sopravvivere e alle quali invece sopravviveremmo come fanno i personaggi di Auster. Sembra quasi che per vivere bisogni arrivare ad un passo dal crollo, dal fondo per poi tornare su, rimettersi in piedi e continuare a vivere, vivere veramente. La magia dei libri di Auster è la loro umanità, iperbolica a volte, surreale a volte, ma vera, autentica.

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sabato, 20 gennaio 2007, ore 12:19
farfugliato da Klarka in vita, tableaux tchèques

Mi chiama mia mamma - terrorizzata - e mi urla in un orecchio che a Praga c'è un uragano - tale Kyrill - e mi dipinge questo quadro apocalittico: alberi sradicati, elettricità saltata, gente colpita da oggetti volanti non identificati. Mi dice "Tesoro, chiuditi in casa". E che probelma c'è? Sono già chiusa in casa... In realtà non mi sembra che questo uragano sia così potente, forse nelle campagne, ma in città no. Niente a che vedere con un'onesta e potente Bora triestina... Però leggo sui giornali che questo uragano ha mietuto addirittura 46 vittime in tutta Europa. Come faccio a non accorgermi di niente. A me sembra tutto così calmo... Ma dove vivo?!

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mercoledì, 17 gennaio 2007, ore 22:48
farfugliato da Klarka in libri

Non so perché, ma il libro "Non ora, non qui" di Erri De Luca, o almeno il suo titolo, mi aveva fatto sempre soltanto pensare alla canzone (bellissima) dei CCCP che dice "no, non ora non qui, in questa pingue immane frana...". Canzone bellissima e dal titolo bellssimo ("Depressione caspica"). E non so perché, per via di questa fuorviante associazione mentale, non avevo mai provato l'impulso a leggere questo libro. Poi un amico (carissimo) me lo ha regalato (l'unica sorpresa che ho avuo a Natale, una piccola grande gioia) e quindi, fidandomi di lui, l'ho letto.

"Non ora, non qui" è un libro bellissimo. E questa volta non esagero come al mio solito con gli aggettivi. E' un libro, un primo libro di un autore già assolutamente maturo. E non c'entra che l'ha pubblicato a quarant'anni: dico maturo in senso letterario. Io non ho letto gli altri, ma stento a credere che possa aver superato se stesso in seguito. Spero di venir smentita. Le sue parole sono dense e pastose come vino rosso campano ma, al contrario di quel vino, sono preziose ed esatte. Ogni parola è una necessità: non si trova lì per caso e non si sarebbe potuta trovare altrove e al suo posto non ce ne sarebbe potuta essere un'altra. La semplicità e al tempo stesso la ricerca lessicale è stupefacente. E' un libro che andrebbe fatto leggere nelle scuole per imparare cos'è la lingua italiana e quanto può essere bella.

Un racconto di un'infanzia, di una giovinezza che si ricongiunge con una maturità sul filo degli anni e dei ricordi... malinconia, sfumature dell'anima, introspezione ed astrazione, uno sguardo lucido per quanto coinvolto su una vita che, come tutte le altre, non tornerà indietro.  


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lunedì, 15 gennaio 2007, ore 19:23
farfugliato da Klarka in musica

E invece di lei mi sono innamorata a primo ascolto... Isobel Campbell.

isobel campbell


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lunedì, 15 gennaio 2007, ore 10:07
farfugliato da Klarka in vita, film, cult

Mi sono fatta un fantastico week-end trash, chiusa in casa in un paesino sperduto fra i monti, a mangiare cose pesantissime e mi sono guardata "Titanic" e i primi due "Mission: impossible". Tutti e tre doppiati in ceco. Ora, Titanic è una mia vecchia passione: io ero una di quelle adolescenti che andavano a vederlo al cinema tipo una volta alla settimana. No, non perché fossi una fan sfegatata di Leonardo Di Caprio, per l'amor del cielo. Io andavo e riandavo a vedere Titanic perché volevo piangere. Ma piangere veramente: singhiozzavo. Cominciavo circa a metà del film e non mi fermavo più. L'ho visto, al cinema, 18 volte e ogni cavolo di volta gli stessi pianti, non che l'usura me lo rendesse meno drammatico. Mi giustificavo dicendo che anche gli antichi greci andavano a vedere le tragedie di Sofocle, Eschilo ed Euripide per piangere, per liberarsi delle proprie emozioni, per quello che viene chiamato effetto catartico, ovvero purificante: immedesimazione, scioglimento delle emozioni e ripulitura dell'anima. Beh, certo che paragonare James Cameron ai tre mitici drammaturgi... Beata adolescenza...!     

Titanic

 

(Titanic: ovvero l'adolescenza che cola a picco...)


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domenica, 14 gennaio 2007, ore 20:38
farfugliato da Klarka in musica, cult

Ascolto questa donna, questa Joan as Police Woman.

Mi piace, non mi piace. Non lo so. Ma cosa posso dire: era la ragazza di Jeff Buckley.

Cosa c'è da aggiungere? Per me, niente.

joan as policewoman


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