mercoledì, 29 novembre 2006, ore 13:54
farfugliato da Klarka in vita, lost in translation

Provo a mandare curriculum a destra e a manca, alle agenzie di traduzione, italiane, ceche, francesi, internazionali. Mi trovo in imbarazzo di fronte a richieste del tipo "quale software usi per tradurre?" o "quanto prendi a parola?" o "quante parole traduci al giorno?". Sono una novellina, lo so. Ma da qualche parte si dovrà pure cominciare... L'unica cosa che mi turba è la vaga impressione che in questo campo non ci sia molta solidarietà, che i pesci medi non aiutino i pesci piccoli... Si accettano smentite (v. Nadezhda...). Non so, è molto vago. E' tutto molto vago.


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lunedì, 27 novembre 2006, ore 10:54
farfugliato da Klarka in film

Nell'ambito del Festival del Film Francese, tenutosi in questi giorni a Praga, ho visto tre film degni di notevole interesse:
science des revesLa science des rêves di Michel Gondry. Lo aspettavo da mesi, convint ache sarebbe stato il mio nuovo film preferito. In effetti mi è piaciuto moltissimo: dolce, ironico, ovviamente onirico, ben girato e benissimo recitato (Gael Garcia Bernale e Charlotte Gainsbourg sono veramente fantastici). La dimostrazione che il Surrealismo, anche se in altre forme, è ancora vivo e vegeto. E’ la storia di un giovane che ha dei problemi ha misurarsi con la vita reale e si costruisce un mondo tutto suo, tra il fantastico e il grottesco, all’interno dei suoi sogni; sarà per lui difficile far rientrare in questo suo mondo l’amore ma, a modo suo, ce la farà. Va assolutamente visto in lingua originale, perché non ci si può perdere lo stentato e dolcissimo francese di Gael. Quando appare in uno dei sogni vestito con un costume di peluche da orsetto mi sono quasi commossa dalla bellezza.
transylvaniaTransylvania di Tony Gatlif. Di Gatlif avevo visto “Exil” e non mi era piaciuto per niente, anzi era estremamente irritante e abbastanza noioso. Ma, sarà per le musiche bellissime, sarà per Birol Ünel (vi ricordate il protagonista de “La sposa turca”?) che è veramente bravo e affascinante, sarà che io ho un debole per Asia Argento che qui sembra aver imparato a recitare, questo “Transylvania” mi è piaciuto. E’ una favola nera e folle sulla ricerca di sé e della propria patria interiore, sull’insofferenza e il bisogno d’amore. Da non perdere: Asia Argento, bellissima e vestita da zingarella, che va in bicicletta cantando a squarciagola “Avanti popolo” (la platea di cechi se l’è risa tantissimo); e il cameo di Marco “Morgan” Castoldi (sì, mister Bluvertigo) che interpreta l’antipaticissimo amore perduto di Asia. Anche questo film è da vedere in lingua, anzi in lingue originali: vi si parla rumeno, rom, inglese, francese e italiano.
paris je tParis, je t’aime. Dulcis in fundo, questo bellissimo collage di venti brevissimi film su Parigi e sull’amore. Una Parigi nuova, nascosta, non oleografica, più vera e meno da cartolina di quanto siamo abituati a vederla nei film. L’amore in tutte le sue sfaccettature, tristi, allegre, romantiche, drammatiche, reali e surreali. Fra i registi: i fratelli Coen, Wes Crafen, Walter Salles, Gérard Depardieu, Tom Tykwer, Gus Van Sant. Fra gli attori (uno più bravo dell’altro): Sergio Castelletto, Steve Buscami, Juliette Binoche, Willem Dafoe, Ludivine Sagnier, Maggie Gyllenhaal, Elijah Wood, Natalie Portman, Gena Rowlands. Se ami Parigi, non puoi non amarlo. Ma anche se non la ami…   

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mercoledì, 22 novembre 2006, ore 13:34
farfugliato da Klarka in vita, tableaux tchèques

Ieri mi arriva un messaggio, da un numero sconosciuto, in ceco: "Stronzo!". Io cortesemente rispondo: "Hai sbagliato numero". Altro messaggio: "Non sono io, sei tu che hai sbagliato numero". Io scrivo: "Scusa, ma chi sei?". Risposta: "Lo sai". Io mi scervello, chi potrebbe essere, sarà uno scherzo. Poi mi scrive: "Cosa diresti se una ragazza ti scrivesse cretino?". Io non rispondo. Nuovo messaggio: "Ti è venuto in mente qualcosa?". Io gli scrivo: "Guarda, sicuramente non mi conosci, non sai neanche se sono una ragazza o un ragazzo". Risposta: "Lo so che sei un ragazzo e R....E cosa faresti se una ragazza ti dicesse che sei un cretino?". Io scrivo: "Non mi conosci. COmunque se una ragazza mi dicesse che sono un cretino, le direi che è una stronza. COme hai avuto il mio numero". Risposta: "Me lo sono inventato". "Davvero te lo sei inventato? Tu sei di fuori". "Sì, ma non sono di fuori, sono Martina". Decido di interompere la conversazione. 
Dopo un po' di silenzio arriva un altro messaggio: "I am Martina". Come se non si fosse capito. E poi la gente dice di non essere di fuori...  
 

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martedì, 21 novembre 2006, ore 13:36
farfugliato da Klarka in musica, vita

Dalla radio, Anthony Kidies racconta la solitudine dei fattoni losangelini. Non sentivo questa canzone forse da quando avevo diciott'anni.

Io mangio il salame toscano, che a voi potrà sembrare normale o addirittura triviale. Ma per me, qui, è un vero miracolo della natura.   

 


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lunedì, 20 novembre 2006, ore 23:11
farfugliato da Klarka in musica, libri, vita

shortbusStasera ho visto un film molto bello e intelligente, che mi ha fatto ridere e quasi commuovere: Shortbus di John Cameron Mitchell. Storie di sesso e amore, ma soprattutto sesso, solitudine e arte e amicizia a New York. Shortbus è un club popolato da gay, transessuali, giovani dominatrici depresse dal nome imbarazzante, sessuologhe che non hanno mai provato un orgasmo, ex sindaci molto saggi e altre strane e meravigliose creature. E' la storia d'amore fra due tenerissimi ragazzi, dell'incapacità di amare e di conciliare sesso e amore e vita. Fra orge, discussioni, tentati suicidi e disperati tentativi di raggiungere l’orgasmo, i personaggi cercano di trovare il loro posto accanto a qualcuno o semplicemente accanto a se stessi. E' un racconto allegro e triste e amaro, con un finale lirico, corale e coloratissimo quasi felliniano, il tutto condito dalla colonna sonora a dir poco fantastica degli Yo la tengo.

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lunedì, 20 novembre 2006, ore 09:42
farfugliato da Klarka in musica, libri, vita, tableaux tchèques

Ieri sera all'akropolis, lo show letterario-musicale di Jaroslav Rudiš e Igor Malijevský Monoskop. Questa serata era dedicata al binomio amore-alcol. Letture di brani e poesie, musica da birreria con fisarmonica e tromba, atmosfera rilassata e piacevole. La letteratura riesce ancora (almeno qui) ad essere gradevole, giovane, indipendente e divertente. Meno male…
 
(p.s. Se qualcuno ha da dare il suo contributo, letterario e non, sulla copia amore-alcol, è il benvenuto!)

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domenica, 19 novembre 2006, ore 10:46
farfugliato da Klarka in musica, vita

There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it's my time coming, i'm not afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time
Of time
Wait in the fire...
And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
Oh my love
And the rain is falling and i believe
My time has come
It reminds me of the pain
I might leave
Leave behind
Wait in the fire...
And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
I'm not afraid to go but it goes so slow
 
jeff

 

 

Bisogna essere malinconici per ascoltarlo, bisogna essere coraggiosi. Sempre.
E ancora mi vengono i brividi quando lo ascolto. Ancora dopo 7 anni. E ora che ci penso 7 anni sono veramente tanti. Mi ricordo esattamente la prima volta che lo ascoltai, anzi non ascoltai lui ma un mio amico dalla voce d’oro che cantava “Grace”, e subito mi innamorai e non lo lasciai più, e lui non lasciò più me. E ancora è qui, con le sue parole e le sue ottave, la sua voce così facile da amare, la sua voce che ti spezza dentro qualcosa, qualcosa che non si ricomporrà mai, una ferita che resterà sempre aperta. Sempre. Wait in the fire…

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sabato, 18 novembre 2006, ore 17:15
farfugliato da Klarka in vita, lost in translation

Già da mezz'ora è buio. Lo vedo attraverso le tende arancioni. Accesa c’è solo una piccola luce, accanto al mio letto. Sono ore che sto davanti al computer a scrivere, leggere e tradurre per un progetto che mi sta molto a cuore. Sono giorni in cui non rifletto, in cui cerco di lanciarmi senza avere troppi timori. Sono giorni in cui dovrei fare bilanci, ma è inutile che io li faccia perché so che sono bilanci positivi e questa consapevolezza mi basta. Mi basta per farmi sentire felice e piena, anche se mi manca ancora qualcosa, qualcosa di grande. Ma ci sto lavorando. Ora che credo che spegnerò il computer, metterò su qualche cd rilassante e non troppo triste (solo quel tanto che basta), chiuderò gli occhi e mi riposerò ma senza dormire.

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sabato, 18 novembre 2006, ore 13:39
farfugliato da Klarka in vita

 

 

 

amore


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venerdì, 17 novembre 2006, ore 10:54
farfugliato da Klarka in tableaux tchèques

Oggi è il diciassettesimo anniversario della Rivoluzione di Velluto. Ho dato una scorsa alle pagine web dei maggiori quotidiani cechi, ma non ho trovato granché. Hanno già dimenticato? Il 17 novembre è diventato soltanto un qualsiasi giorno di festa in cui non si va a lavorare? E sui giornali italiani qualcuno ne parla?

Oblio...

 


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