martedì, 06 maggio 2008, ore 18:57
farfugliato da Klarka in vita, film


juno


Juno
1) Bel film (e chissenefrega del target indie e compagnia bella), però io credo che nessuna ragazzina al mondo si farebbe il test di gravidanza nel bagno della drogheria del proprio paese.
2) Jason Bateman, chi è costui? Perché ho l'impressione di averlo già visto e stravisto ma non riesco neanche a ricordare un film con lui? (e imbd non mi ha aiutato...) Comunque mi sono innamorata di lui, anche se nel film è un po' una testa di cazzo.
3) Com'è che ormai qualsiasi film mi fa piangere?


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martedì, 22 aprile 2008, ore 18:18
farfugliato da Klarka in film

 
lasamaritana1


lasamaritana2


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mercoledì, 16 aprile 2008, ore 16:07
farfugliato da Klarka in libri

 non credere ai tuoi occhi

“Una valchiria post-punk invecchiata ed emaciata, con un arpione più alto di lei in mano: mostrava i denti in un sorriso ubriaco e aveva gli occhi iniettati di sangue perché aveva preso un paio di pasticche per il disturbo da deficit di attenzione di un adolescente sfigato.”  Questa è Cassandra Neary, la protagonista di  “Non credere ai tuoi occhi” di Elizabeth Hand (Elliot Edizioni, traduzione di Clara Nubile), una fotografa sulla cinquantina, che non muove un passo senza la sua fedele bottiglia di Jack Daniels. Dopo aver avuto i suoi “quindici minuti di celebrità” nella New York punk e allucinata degli anni ’80 con un libro di fotografie intitolato Ragazze morte, si lascia trascinare dalla vita, fra un lavoro insoddisfacente in un magazzino di libri e una relazione destinata a finire male, molto male. Come un deus ex machina arriva la proposta del suo conoscente Phil Cohen: andare in un’isoletta sperduta nel Maine ad intervistare Aphrodite Kamestos, una misteriosa fotografa di culto che, dopo aver avuto successo e accoliti negli anni ’70, ha smesso di fotografare (come Cass) e si è ritirata a vita privata, con la sola compagnia di due cani e qualche bottiglia di alcolici. Cass sbarca in un Maine freddo, desolato, popolato da personaggi strani, un luogo dove giovani ragazzi e ragazze scompaiono misteriosamente e niente e nessuno sembra essere ciò che sembra. Come avverte il titolo italiano del libro (l’originale è Generation loss): non credere ai tuoi occhi, perché niente è come sembra. Il nostro sguardo trasforma tutto ciò su cui si posa: è la frase cha fa da leit-motiv al romanzo e tutto, in questo libro, sembra trasformarsi sotto i nostri occhi e sotto gli occhi stravolti di Cass. Niente è come sembra, nemmeno la morte, che viene catturata,  nascosta, reiterata all’infinito, trasmutata sulle superfici manipolate dell’immagine fotografica. Come può una fotografia, uno dei massimi simboli della realtà immobile, catturata nell’istante, prendere quasi vita, animare, trasformare la realtà?
Fra fotografie avanguardistiche fino a toccare il macabro e il folle, fra guru impazziti e artisti scoppiati, fra un sorso di Jack Daniels e una pasticca di amfetamina, Cass compirà il suo viaggio negli inferi, con lo sfondo di un paesaggio che sembra quasi ultraterreno, ingoiato dall’ombra, dal cielo grigio e dall’Oceano ribelle, arrivando a svelare un mistero atroce. In un crescendo di misteri, di sofferenza, di orrori, attraverso una scrittura precisa, tagliente e assolutamente coinvolgente, attraverso descrizioni che con poche semplici parole ti fanno vedere davanti agli occhi il paesaggio roccioso di quell’isola maledetta, “Non credere ai tuoi occhi” è un libro appassionante, che lascia col fiato sospeso, uno di quei libri che non riesci ad abbandonare, che devi leggere voracemente, senza sosta, uno di quei libri che vorresti non finissero mai.

 


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lunedì, 14 aprile 2008, ore 23:09
farfugliato da Klarka in taliani

Dal sito della Repubblica:
Ignazio La Russa (An) che si avvicina ad Alessandra Mussolini, le schiocca un bacio sulla guancia e le dice: "Voglio tanto bene a te e al tuo nonno"

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lunedì, 14 aprile 2008, ore 16:11
farfugliato da Klarka in vita, taliani

Le falde di un cappotto antipatico che si allontanano nella piovosa notte fiorentina possono ricordarti che alcune cose che volevi fare non le hai mai fatte, anche se oggi compi ventisei anni. Ci hai provato in maniera debole, come tutte le cose che provi a fare.

Auguri, Klárka, ma soprattutto auguri Italia: ne avete entrambe bisogno.

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martedì, 08 aprile 2008, ore 20:13
farfugliato da Klarka in vita, film, taliani

Tutta la vita davanti, l'ultimo film di Paolo Virzì, è uno dei più tristi che abbia visto da un bel po' di tempo. Ebbene sì, mi sono anche commossa, sono uscita dal cinema con gli occhioni rossi e gonfi e sono corsa al supermercato a comprare una bottiglia di vino. Ci si consola come si può.

E mi chiedo se non sia stato un errore tornare in Italia.

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venerdì, 22 febbraio 2008, ore 13:14
farfugliato da Klarka in roma, taliani

Io gli darei fuoco al banchetto dei sostenitori di quel pazzo infame di Giuliano Ferrara, che sta a pochi passi da casa mia e che mi fa salire il sangue alla testa ogni volta che ci passo davanti.

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martedì, 19 febbraio 2008, ore 16:06
farfugliato da Klarka in roma

Ci vuole tanta, tanta pazienza per vivere in questa città.

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domenica, 17 febbraio 2008, ore 10:45
farfugliato da Klarka in musica, taliani

A me i ... A Toys Orchestra piacciono tantissimo, ho divorato il loro album "Technicolor dream", che è stato uno dei miei favoriti del 2007. Era da un bel po' che desideravo di sentirli dal vivo e ero sicura che non mi avrebbero deluso. E così è stato, infatti: il concerto di ieri alla Flog mi è piaciuto molto. Il cantante ha una voce molto potente, tutti suonano bene e riescono a creare una bella atmosfera. L'unico neo - perché un neo c'è sempre - è stato il pubblico. Il pubblico era orribile. E non è una mera considerazione estetica. Nei momenti in cui la musica era più bassa o nelle pause fra una canzone e l'altra, c'era un casino, ma un casino pazzesco che io non ho mai sentito ad un concerto: gente che rideva, che parlava, che urlava. Casino, insomma. Davanti a me stavano quattro ragazzotti insopportabilmente goliardici che ad ogni canzone facevano versi strani, balletti ridicoli, oltretutto erano molto alti e mi paravano la visuale. Avrei voluto dirgli qualcosa, ma ho preferito fare finta di niente e cercare di godermi il concerto, pur in mezzo al casino. Mia mamma, quando gliel'ho raccontato, mi ha carinamente detto che sono io che sono diventata vecchia e non sono più tollerante (ma quando ma lo sono stata?!). Io invece penso che sia qualcosa che ha a che fare con il rispetto. Rispetto per delle persone che stanno facendo non solo arte ma anche un mestiere, che lavorano per il pubblico, e che meritano le migliori condizioni possibili per svolgere questo loro lavoro. Non deve essere piacevole suonare in quel delirio... Insomma sarò vecchia, sarò intollerante, ma mi ha dato veramente fastidio. Saranno i fiorentini? O gli italiani in generale? Fatto sta che mentre ero a Praga sarò andata a cento concerti ma mai, mai ho sentito un casino del genere...

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giovedì, 31 gennaio 2008, ore 14:23
farfugliato da Klarka in musica

I Softlightes sono un gruppo che ho cominciato ad ascoltare da un po', non so nemmeno come li ho trovati, probabilmente su last.fm. Ma sono fantastici! E facendo una ricerca su google, non ho trovato neanche uno  straccio di articolo o post italiano su di loro! Peccato. Beh, vi posto il video della canzone che preferisco. Oltretutto il video è bellissimo. Enjoy!




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